venerdì 16 marzo 2012

politicamente antipolitico

credo antiploitico reputarsi paladino dell'antipolitica quando usa gli stessi modelli che hanno allontanato i cittadini dalla politica. Cosa c'è di più antipolitico del nipotismo in Politica, cosa c'è di piu antipolitico di tornare alle logiche ed ai meccanismi elettorali di composizione di liste (bloccate) create sulla base di chissà quali esperienze politiche o meglio aspettative legate alle eventuali necessità di occupare municipalizzate o partecipate. Credo antipolitico oltre che demagogico e retorico pensare all'uso dell'aspirina contro qualcosa che vada curato con ben altri sistemi. Ciò che produce antipolitica e la strumentalizzazione dei problemi dei giovani come unica soluzione alla cattiva politica. Ciò crea scontro generazionale e idealigizzazione del confronto politico culturale tra diversamente giovani e più giovani. Tale retorica rischia di eliminare dal dibattito sociale e dal confronto una fetta generazionale di chi non è piu giovane ne anziano, propio quel tessuto demograficamente parlando che dovrebbe essere il motore propulsivo del paese coloro che dovrebbero passare gradualmente il testimone alle generazioni future. Ciò che sta avvenendo è una radicalizzazione del confronto generzionale concepito sugli estremi attraverso la consegna degli strumenti politici di realizzazione degli interessi della collettività non più adeguati ad una società in crisi,, quella crisi stessa provocata dagli strumenti che l'hanno creata. non vedo la logica nel cercare risorse politiche al di fuori della comunità di riferimento quando la comunità stessa e risorsa con eccellenze che vanno individuate e valorizzate. Fà antipolitica chi chiude le porte in nome della partitocrazia a nuove formme democratiche di associazionismo e partecipazione. La politica quella sana pulita buona con la P maiuscola non la possono fare solo i parti intesi in senso tradizionale come modello democratico di decisione e di partecipazione la fanno tutti i cittadini organizzati nelle piu svariate forme purche rientrino nelle forme di convivenza civile alla base dei rapporti democratici. Credo che la via d'uscita dalla crisi istituzionale passi attraverso la trasformazione del modello democratico di tipo decisionista ( una devianza rispetto le forme di elaborazione del pensiero democratico formulato dai grandi della politica Italiana, Sturzo, Giolitti, Togliatti, Gramsci, Berlinguer, Moro per fare solo alcuni nomi) ad un modello democratico di tipo partecipativo.

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