Queste sono le aree industriali dismesse inserite negli emendamenti che avevo elaborato per conto di SEL definiti sulla base di incontri ed analisi congiunte con cittadini e iscritti che hanno successivamente costituito la parte di programma urbanistico che SEL ha portato in dote all'interno del programma di coalizione; Le stesse prerogative sono state assunte nel programma della Lista Civica Aprire al Cambiamento.
L'assunto di base si fonda sulla capacità intrinseca delle aree dismesse di rigenerare parti di citta più ampi e di ricucire le fratture sia naturali che infrastrutturali presenti in prossimità di alcune aree dismesse che nella loro funzione originaria traevano la loro accessibilita e funzionalità proprio per la presenza di elementi naturali o antropici che ne definivano il rapporto geomorfologico e paesaggistico.
A livello di strumenti urbanistici per le zone individuate come arre da rigenerare veniva proposto il PII facendo riferimento alle zone riportate in pianta
si voleva dare un indirizzo alla scala urbana ad interventi di riqualificazione attuati con modelli a geometria variabile che valorizzassero gli elementi storico culturali legati alla monumentalita dell'archeologia industriale ove questa si rilevasse significativa e con la possibilita di sostituzione di appartai volumetrici ed impianti tecnologici industriali privi di peculiarità storiche architettoniche con corpi di fabbrica innovativi che attraverso il contrasto danno maggior carattere all'impianto complessivo nella definizione di un nuovo assetto urbano. Per quanto riguarda la definizione delle funzioni la proposta sarebbe stata basata sul modello della partecipazione urbanistica.
Le aree industriale dismesse non rilevanti ritenute secondarie o minori per la loro autonomia funzionale sarebbero state attuate con interventi convenzionati con gli operatori privati e oggetto di utilizzo di quote parte degli oneri di urbanizzazione monetizzati e standard non ceduti.
LE AREE PRESE IN CONSIDERAZIONE SONO:
ex feltrificio Scotti V. C. Battisti Sup. Cop. 6238 mq Fond. 15903 mq
Pastori Casanova Via Dante SUp. Cop 15 787 mq Fond. 17280 mq
Ex IMa Via Messa cop. 13842 mq fond. 18800 mq
ex Tronconi Via Garibaldi sup. cop. 5000 mq sup. fond 14024 mq
Enel Via Borgazzi Sup. cop.12351 mq sup. fond 20745
Pagnoni Via sempione sup. cop. 12351 fond 20745
ex ITAS Via Tevere sup cop 3690 mq sup fond 9610 mq
ex CGS Via Solferino cop. 6388 fond 9610
ex Silvio Colombo P.zza Virgilio cop. 8041 fond 16262
Fossati Lamperti cop 22912 fond 46744 mq
Off. Meccaniche S. Rocco Via Borgazzi cop 7428 fond 9735
Diffe Banch Via Borgazzi cop 3968 fond 7655 SI REALIZZAERA UN ALBERGO
Caldaie Pelucchi cop 4654 fond 7655
Per le altre aree si è scelto lo strumento dei PRUSST ( piani di riqualificazione urbana e sviluppo territoriale sostenibili in quanto interventi minori all'interno di comparti urbani residenziali il cui intervento di riqualificazione andrebbe a coinvolgere l'intero quartiere
Esempi di recupero di Aree industriali dismesse in ITALIA
. Quasi tutte hanno problemi di inquinamento, con rischio per la salute da non sottovalutare. Gli esempi di ristrutturazione di successo in Italia non mancano, eppure fatichiamo a trovare opere rivoluzionarie che somiglino alle esperienze estere. A Torino teatri, videoteche hanno riempito il vuoto lasciato da fabbriche di tram, distillerie e stabilimenti delle Officine Grandi Magazzini., area Mirafiori, Edificio dellla Carpano
Geneva Arsenale ora città dei Bambini,, Milano area ex Falk poi Pirelli ora Hangar Bicocca con spazi per mostre ed installazioni anche a grande scala di carattere internazionale, Fabbrica del vapore destinato a laboratori artigianali artistici culturali conferenze spazio mostre, Officine ricreative Ansaldo destinato come laboratorio multifunzionale di koworking per lo sviluppo artistico ed imprenditorialedei giovani creativi con librerie spazi per spettacoli di aggregazione, Istituto sieroterapico ora destinato ad ospitare la NABA e la domus accademy, Fabbrica Tabacchi ora museo interattivo del cinema con spazio ludico sala per proiezioni
Sesto Grandi Magazzini Falk uno spazio per progetti di riuso temporaneo e laboratori artigianali creativi basati sul recupero il riciclaggio la sostenibilità e poi un'esempio in piccola scala rispetto i Parchi archeologgici industriali della Rhur tedeschi sono tra Cinisello Sesto e Milano con il pArcho Archeologico industriale al carroponte con annesso l'edificio Mil, il primo utilizzato per eventi all'aperto estivi il secondo per dibattiti corsi di falegnameria essendo ospitato l'archivio giovanni secchi
Gli edifici Pirelli a Milano, oggi ospitano l’
Università Bicocca. Musei sono sorti nelle ex miniere di zolfo di Perticara Nuovafeltria. L'utilizzo delle aree industriali dismesse permettono di non consumare nuovo territorio e possono essere loro stesse rigeneratrici di territorio,la riquilificazione delle arre industriali dismesse non andrebbe previsto con lo sventramento ma con il recupero della memoria storica archittettonica in qianto parte integrante dell'identità di un territorio.Un esempio significativo ed importante di riqualificazione di area industriale dismessa è quella della Ceretti Tanfani ora sede del Politecnico Bovisa e dell'area di Bagnoli a Napoli con il suo parco delle scienze purtroppo ritornato alle cronache per l'incendio di qualche giorno fà che ne ha distrutto gran parte della struttura.Vi sono anche esempi di riconversione industriale con l'obbiettivo di mantenere l'occupazione come a crotone dove un ex zuccherificio è stato trasformato in un impianto biogas in questo caso occorre un valutazione di impatto ambientale e delle conseguenze ambientali sul territorio
Le
aree industriali dismesse, conosciute nel gergo internazionale come “brownfields”, si trovano oggi ad avere un ruolo importante nello scenario urbano. La loro collocazione in ambiti non più marginali, luoghi di alto valore e di infrastrutture importanti, le rende prossimi un patrimonio di grande rilievo, capace di attrarre su di sé investitori pronti a trasformare tali
aree da luoghi fatiscenti a vere e proprie perle all’interno della città.
Per essere riqualificati, questi luoghi devono spesso essere bonificati a causa delle contaminazioni ambientali apportate dalle precedenti attività. Ciò comporta costi molto elevati ed è proprio in relazione a questa discriminante che varia l’interesse degli investitori, che spenderanno denaro solamente qualora il riuso garantisca un’adeguata valorizzazione delle
aree. L’unione degli interessi privati con quelli pubblici può far sì che il riuso di tali
aree possa ottimizzare e bilanciare il rapporto tra vantaggi economici, sociali ed ambientali.
Le
aree industriali dismesse, per la maggior parte inserite nel cuore del tessuto cittadino, sono spesso soggette a rischio di speculazioni edilizie e vanno dunque tutelate. Vi è la necessità di concretizzare il riuso delle medesime, con azioni e politiche di sviluppo condivise da enti pubblici e privati, che convergano su obiettivi e strategie da perseguire.
Il loro riuso deve soprattutto mirare a contribuire alla riqualificazione della città attraverso l’insediamento di funzioni necessarie per lo sviluppo economico, la dotazione di servizi e di
aree verdi, senza intaccare ulteriori
aree libere, tutelando in questa maniera la risorsa suolo, sempre più scarsa e delicata nei contesti urbani delle
aree metropolitane. In questo modo il riuso delle
aree industriali dismesse può rientrare a pieno titolo tra le attività rivolte allo sviluppo sostenibile, in termini di ottenimento di vantaggi economici, sociali ed ambientali
Fondi Ue: più risorse per la riqualificazione degli ex-siti industriali
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 Cosa fare delle aree industriali dismesse? Per il Parlamento europeo la parola d'ordine è riqualificazione', mediante l'adozione di misure integrate destinate allo sviluppo urbano sostenibile. Per la realizzazione degli interventi gli eurodeputati hanno proposto un aumento dei fondi regionali 2014-2020 nel documento provvisorio presentato il 12 luglio scorso.
Fesr, le risorse per il periodo 2014-2020
Nella proposta, che dovrà essere approvata dai 27 Stati membri, è previsto l'incremento del 5% delle risorse destinate al Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) per la realizzazione di interventi urbani sostenibili.
Il Fesr potrebbe' anche sostenere azioni innovative (studi, progetti pilota ecc.) per lo sviluppo urbano sostenibile, fino ad un tetto massimo pari allo 0,2% della quota annuale del fondo.
Gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse rientrano non solo tra gli interventi finanziabili tramite il Fesr, ma anche tra gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020. Il rinnovamento dei vecchi siti industriali, commerciali o militari, infatti, ricade sotto l'ombrello delle soluzioni verdi ed innovative proposte dalla Commissione Ue per la crescita economica.
Non a caso, nella proposta relativa al quadro finanziario europeo 2014-2020 (presentata l'anno scorso), la Commissione Ue aveva chiesto lo stanziamento di 336 miliardi di euro a favore delle regioni.
Secondo la Commissione Ue, infatti, la riqualificazione degli ex-siti industriali potrebbe creare nuovi posti di lavoro per le comunità locali, tutelando l'ambiente e promuovendo azioni innovative.
Ma al momento non è chiaro quante risorse saranno destinate al Fesr. Le trattative sul futuro budget europeo sono ancora in corso e gli Stati membri non hanno ancora presentato alcuna cifra.
Regioni ricche e povere
Secondo il regolamento provvisorio sulla politica di coesione, le regioni più ricche dovranno spendere l'80% dei fondi Fesr, ripartiti su 10 priorità, mentre le regioni più povere dovranno spendere il 60% tra le medesime priorità.
Inoltre, le regioni più ricche dovranno investire almeno il 22% dei fondi Fesr per progetti a basso impatto ambientale, mentre le regioni più povere solo il 15%.
Riqualificare per crescere e tutelare l'ambiente
Queste priorità d'investimento ha dichiarato Markus Trilling dell'ong Friends of the Earth Europe (FoEE) supportano tutte, più o meno, la riqualificazione delle aree industriali dismesse. Sebbene la proposta del Parlamento sia solo una goccia in mezzo al mare, per lo meno vogliamo assicurarci che le risorse non siano spese nella realizzazione di gasdotti.
La Commissione Ue si sta muovendo nella direzione giusta - ha proseguito Trilling ma gli Stati membri devono prima definire quanti siti possono essere riqualificati nei propri paesi e poi iniziare a prenotare fondi Ue per riqualificarli.
La riqualificazione degli ex-siti industriali, ha sottolineato l'eurodeputato Reinhard Bütikofer (German Greens), avrà un impatto economico positivo, contribuendo alla riduzione del deterioramento del suolo, che ogni anno costa all'Europa 38 miliardi di euro.
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