Sono cifre pazzesche soprattutto in tempo di recessione quelle emerse sul Corriere della Sera di Domenica scorsa circa i rimborsi elettorali dei partiti. Nonostante nel 2003 con un referendum si disse basta al finanziamento pubblico ai partiti trasformando la legge in un rimborso elettorale che ha visto triplicare le cifre incassate dai partiti la solfa rimane la stessa e adesso il governo Monti si presta ad una nuova legge speriamo piu trasparente e con maggiori controlli.
Per le politiche del 2008 il PDL incassò 280 milioni di euro a fronte di una spesa di circa 19 milioni il PD incassò 180.000 di Euro a fronte di una spesa di circa 18 milioni. Ecco perche i partiti sono in attivo; Ma in realtà tutti quei soldi come vengono investiti? Per non parlare della Lega con Belsito il tesoriere che ormai propio a causa di distrazione dei rimborsi elettorali pare allo sbando. E poi la Margherita del Tesoriere Lusi Non dimentichiamoci che sono soldi pubblici quindi nostri.
Quante famiglie sul lastrico si sarebbero potute salvare quanta assistenza sociale che si sarebbe potuta creare quanti interventi per proteggere il territorio si sarebbero potuti realizzare quanti aiuti a piccole e medie imprese in difficoltà . E un sistema mostrosuamente perverso che mostra tutti i limiti di un sistema partitocratico che non ha più pudore dove lo sperpero economico ha preso il posto dell'etica e della buona politica; Costoro pensano di pulirsi la coscienza con una nuova legge o con la sottoscrizione di un famigerato codice etico pensando che il passato possa diventare un lontano ricordo; Una volta si diceva che la memoria ha le gambe corte, ma adesso con la crisi che stà creando nuova povertà e sta colpendo i cittadini ciò non può essere più vero. Un'altro capitolo andrebbe affrontato sul sostegno eall'editoria che invece di creare nuova occupazione e promuovere il settore culturale attraverso l'editoria finisce per finanziare con cifre abnormi rispetto gli altri paesi europei i giornali Politici
Forse rispetto i rimborsi elettorali conviene entrare nel dettaglio
Con 289 milioni di euro incassati nel 2010 grazie ai rimborsi elettorali i partiti politici italiani sono (di gran lunga) i più pagati d’Europa. Non solo: mentre negli altri Paesi europei, i bilanci dei partiti devono essere convalidati dalla Corte dei Conti, in Italia sono i partiti stessi a certificare i loro bilanci, al di fuori di qualsiasi verifica di legge. Come è emerso dai casi Lusi e Belsito, senza nessuna garanzia di imparzialità. Nella più totale segretezza. Senza tetti massimi. E con un’enorme perequazione tra spese sostenute e rimborsi effettivamente percepiti. L’opacità dei conti dei partiti, di cui discettano da giorni i quotidiani, è figlia di questo sistema.
Qualche cifra: i partiti italiani ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, anche quando questa si è conclusa in anticipo, fino a quattro euro per ogni iscritto alle liste elettorali, mentre nella civilissima Germania ricevono 0,85 centesimi di euro per ogni iscritto, nel quadro di un sistema dove oltrettutto ogni spesa sostenuta va certificata e garantita da un ente esterno e imparziale. Risultato: il finanziamento pubblico ai partiti tedeschi è costato 133 milioni di euro, meno della metà dell’Italia. Altra particolarità: per qualsiasi elezione, fosse anche un’elezione regionale, un partito italiano che abbia superato la soglia dell’1% di voti, riceve un particolare rimborso elettorale, anche se non ha nessun parlamentare o consigliere eletto. Il motivo? Le soglie di sbarramento valgono per la rappresentanza, non per il denaro pubblico. In questo caso, trattandosi di soldi pubblici, vige il sistema proporziale. Domanda: ma non era stato abolito per via referendaria il finanziamento pubblico ai partiti?
FRANCIAPer accedere ai fondi del finanziamento pubblico i partiti devono, in base a una legge dello Stato del 1988, avere ottenuto alle politiche almeno l’1% dei voti in 50 circoscrizioni. Ricevono, ogni anno e per tutta la durata della legislatura, 1,63 euro per ogni voto ottenuto. Cui vanno aggiunti i rimborsi che lo Stato eroga per coprire le spese di quei candidati alla presidenza della Repubblica che abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validi. C’è un tetto massimo di spesa di 13 milioni di euro per il primo turno e oltre 18 milioni di euro per il secondo turno. Sono vietati i finanziamenti esteri e tutti i contributi privati devono essere tracciabili tramite assegno. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici francesi hanno incassato 80 milioni di euro nel 2010 .
GRAN BRETAGNA
È il sistema di finanziamento della politica più lontano da quello italiano perché si basa essenzialmente sui contributi privati e sulle quote associative degli iscritti. Il finanziamento pubblico - erogato dalle due Camere - aiuta solo i partiti di opposizione, in ossequio al principio dell’alternanza anglosassone, sulla base del numero di seggi vinti e voti raccolti. Il Labour Party, principale partito di opposizione al governo Cameron, riceve ogni anno 5 milioni di sterline, circa 6 milioni e cinquecento mila euro. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici inglesi hanno incassato poco più di 6 milioni di euro nel 2010 .
GERMANIA
Benché il sistema tedesco non sia tra i meno onerosi, la legge che disciplina il finanziamento della politica è assolutamente inflessibile. Tutti i partiti hanno l’obbligo di rendere conto della provenienza e della destinazione delle risorse finanziarie che percepiscono ogni anno. Le quote degli iscritti ai partiti copronocirca un quarto del bilancio dei partiti. I contributi pubblici vengono calcolati come rimborso delle spese elettorali sulla base di 0,70 euro per ogni voto valido ottenuto dal partito e di 0,85 per ogni iscritto alle liste elettorali. I contributi privati non possono superare il 15% del budget del partito. C’è un rigoroso controllo - anche preventivo - da parte della Corte dei Conti federali. I rimborsi sono proporzionati ai consensi, necessariamente un partito deve ricevere l’1% di voti nel Lander e lo 0,5% nel Bundestag. Chi sgarra rischia il carcere dai 3 ai 5 anni. A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici tedeschi hanno incassato 133 milioni di euro nel 2010.
SPAGNA
La Corte dei Conti può pronunciarsi sul bilancio dei partiti e decidere di togliere ad un determinato partito, come in Germania, il diritto ad essere finanziato in caso di mancato rendiconto ingiustificato. Il rimborso è basato sui seggi conquistati e sui voti conquistati A fronte dei quasi 300 milioni di euro italiani i partiti politici spagnoli hanno incassato 82 milioni di euro nel 2010.

Nessun commento:
Posta un commento