Ho trovato molto interessante il padiglione ungherese pervhe ha scelto di non seguire il tema proposto dal curatore ma di interpretarlo riconducendo la ricerca ad una pratica che nel bacino dei carpazi si sta notevolmente diffondento e che in Italia risulta ancora in fase di sperimentazione episodica da parte delle università e di amministrazione pyubbliche particolarmente illuminate. In Ungheria la sistemazione dell'individuo all'interno del gruppo è un'elemento fondamentale dell'educazione degli architetti e dei paesaggisti. Se l'opera viene realizzata in un paese , spesso vi aderiscono anche le persone che useranno l'edificio . gli studenti partecipano alla costruzione in comunità ottenendo in questo modo delle esperienze complesse <; non si tratta solo dell'opportuunità, di aricchire il sapere ma anche di vivere l'esperienza della sacralità del costruire . La mostra da tale opportunità anche ad i visitatori sollecitandoli a partecipare al processo della costruzione . L'installazione sitUATA AL CENTRO DEL PADIGLIONE UNGHERESE PRENDE LA sua forma definitiva non all'apertura della mostra, ma alla sua chiusura, proprioperchè il processo della costruzione si svolgerà per tutto il periodo , l'intenzione della mostra è di presentare il processo in itinere








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